Pastificio Cacciapuoti: da una piccola gastronomia di paese ad un eccellente pastificio campano

Chi ha detto che la pasta in Campania è solo Gragnano ? In via alle Colonne 189, a Giugliano, nella zona nord-occidentale dell'entroterra napoletano, c'è un piccolo pastificio a conduzione familiare, di circa mille metri quadri, che lavora con metodi antichi e con tutta la passione che la pasta merita, il Pastificio Cacciapuoti. Nasce negli anni '60, ufficialmente nel 65. Nonno Luigi in una bottega, il classico ‘casaduoglio’ sulla via principale del paese, a Giugliano, iniziò a produrre gli gnocchi, gli gnocchi freschi di patate. Dagli anni '60 una crescita costante che porta una piccola gastronomi a divenire un pastificio organizzato e semi-industrializzato. L'azienda è oggi amministrata e gestita dal nipote Pierluigi Cacciapuoti, destinatario della nostra intervista.




Quali sono stati gli altri formati di pasta prodotti fin dagli albori dell'azienda ?

Le paste all’uovo: tagliatelle, pappardelle e tagliolini. In seguito i primi ripieni: agnolotti, lasagne e cannelloni.


La pasta fresca rappresenta la vostra storia aziendale, il vostro presente e, sicuramente, rappresenterà il vostro futuro. L'articolo 15 del Manifesto costitutivo della Compagnia Amatori della Pasta recita: “La migliore pasta fresca all'uovo deve essere realizzata con ingredienti freschi e di primissima qualità”. Quanto condividete questo nostro dettame ?

Condivido pienamente il dettame, anzi non solo per la pasta fresca, anche per il secco la materia prima deve essere di primissima qualità. Ma, ad esempio, anche per le farce dei ripieni il prodotto deve essere di primissima qualità, nel nostro caso non potrebbe essere altrimenti per rispettare la connotazione di artigianalità con cui siamo nati, che rispettiamo e manterremo anche in futuro.


Dove viene coltivato il grano duro utilizzato per la produzione della vostra pasta secca ?

Noi utilizziamo solo grano e farine italiane. Per quanto riguarda la semola il prodotto viene principalmente dalla zona pugliese, mentre la farina proviene dalla Toscana, dalla Campania e talvolta anche dalla Puglia.


Quanti formati di pasta producete ?

Nell’arco dell’anno tra formati freschi, formati secchi e ripieni, produciamo solitamente intorno ai 55-60 formati.


Cosa rende “unica” la vostra pasta ?

Il pastificio è piccolo, e si cerca di rispettare la consuetudine del prodotto artigianale, tanto è vero che alcuni prodotti ripieni sono fatti totalmente a mano.


Geograficamente parlando, qual è il vostro principale mercato di riferimento ?

L’area campana principalmente, anche se negli ultimi anni ci stiamo specializzando sempre di più con le spedizioni in giro per l’Europa ed in Italia.


Vi rivolgete già o avete mai pensato a rivolgervi al settore dell’alta ristorazione ?

Cerchiamo di rivolgerci quotidianamente a questo settore, con l’idea di migliorarci per riuscire ad entrare sempre di più in questo settore che resta molto affascinante ed il più accattivante per noi pastai. C’è una richiesta di prodotto non di prezzo come invece spesso accade nel settore della grande distribuzione.


Quanto conta oggi per un pastificio essere competitivo sul piano della comunicazione web ?

Internet molto banalmente è una finestra sul mondo, tuttavia i processi pratici, lo stare in trincea commercialmente, sono processi che si imparano solo sul campo. Questo per dire che Internet è un grandissimo canale, bisogna però avere una rotta all’interno di esso, c’è il rischio di perdersi in un ambito commerciale fine a se stesso.


I progetti futuri del vostro pastificio.

Sicuramente andare a spulciare i canali commerciali a cui possa interessare la manifattura artigianale in giro per il mondo, ed in questo caso Internet resta fondamentale, come i processi di comunicazione di ogni genere. E c’è anche un’idea più ristretta di creare una bottega di prodotti d’eccellenza sempre rispettando il criterio della manifattura artigianale, una sorta di “pasticceria della pasta’’. Il mondo di ripieni fatti a mano può avere un’espressione molto più ampia, anche gli gnocchi, o le paste abbinate a grandi prodotti del territorio. La chiamerei una ‘’bottega handmade d’eccellenza’’.



Who said that pasta in Campania is only Gragnano? In via alle Colonne 189, in Giugliano, in the north-western area of ​​the Neapolitan hinterland, there is a small family-run pasta factory, of about one thousand square meters, which works with ancient methods and with all the passion that pasta deserves. the Pastificio Cacciapuoti. It was born in the 1960s, officially in 65. Grandfather Luigi in a shop, the classic 'casaduoglio' on the main street of the town, in Giugliano, began producing gnocchi, fresh potato gnocchi. Since the 1960s, constant growth has led a small gastronomy to become an organized and semi-industrialized pasta factory. The company is today administered and managed by his nephew Pierluigi Cacciapuoti, recipient of our interview.


What have been the other pasta shapes produced since the beginning of the company?

Egg pasta: tagliatelle, pappardelle and tagliolini. Then the first fillings: agnolotti, lasagna and cannelloni.


Fresh pasta represents your company history, your present and, certainly, it will represent your future. Article 15 of the Constitutive Manifesto of the Amatori della Pasta Company states: “The best fresh egg pasta must be made with fresh ingredients of the highest quality”. How much do you share this dictate of ours?

I fully agree with the dictate, indeed not only for fresh pasta, even for dry pasta the raw material must be of the highest quality. But, for example, even for the fillings the product must be of the highest quality, in our case it could not be otherwise to respect the connotation of craftsmanship with which we were born, which we respect and will keep in the future.


Where is the durum wheat used for the production of your dry pasta grown?

We only use Italian wheat and flours. As for the semolina, the product comes mainly from the Apulian area, while the flour comes from Tuscany, Campania and sometimes also from Puglia.


How many shapes of pasta do you produce?

Over the course of the year, between fresh formats, dry formats and fillings, we usually produce around 55-60 formats.


What makes your pasta “unique”?

The pasta factory is small, and we try to respect the custom of the artisan product, so much so that some stuffed products are made entirely by hand.


Geographically speaking, what is your main target market?

The Campania area mainly, although in recent years we have been specializing more and more with shipments around Europe and in Italy.


Are you already contacting or have you ever thought about turning to the haute cuisine sector?

We try to address this sector on a daily basis, with the idea of ​​improving ourselves to be able to enter more and more into this sector which remains very fascinating and the most captivating for us pasta makers. There is a demand for a non-price product as is often the case in the large-scale retail sector.


How important is it today for a pasta factory to be competitive in terms of web communication?

The Internet is very trivially a window on the world, however the practical processes, being in the trenches commercially, are processes that can only be learned in the field. This is to say that the Internet is a huge channel, but it is necessary to have a route within it, there is the risk of getting lost in a commercial area as an end in itself.


The future projects of your pasta factory.

Surely to go and comb through the commercial channels that may be of interest to craftsmanship around the world, and in this case the Internet remains fundamental, like communication processes of all kinds. And there is also a narrower idea of ​​creating a shop of excellent products always respecting the criteria of craftsmanship, a sort of "pastry pastry". The world of hand-made fillings can have a much broader expression, including gnocchi, or pastas combined with great local products. I would call it a '' handmade shop of excellence ''.



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